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La riscoperta di una bevanda “culto” tedesca. Una recente ricerca di McGovern, professore presso l’Università di Pennsylvania, a Philadelphia, uno dei massimi esperti di chimica applicata all’archeologia, dimostra che già sulle rive del Tigri si beveva una sorta di “grog”, una mescolanza arcaica di vino, birra e altri ingredienti naturali. Generalmente riesce difficile decidersi a favore di una sola di queste due “delizie”.Melchiorre Gioia nel Nuovo Galateo afferma che troviamo nel IX secolo “l' uso di mischiare la birra col vino e berne dosi generose. Quest' uso s' era introdotto fin ne' monasteri e vi divenne legge. Il concilio d' Aix-Ia-Chapelle, al fine di prevenire gli abusi ai quali potrebbe in seguito dar luogo, regolò nell' 817 la quantità dell'uno e dell' altro liquore che si potrebbe dare ogni giorno alle persone d' ambo i sessi….” In passato, in occasione di feste altolocate, la birra non trovava posto a tavola perché considerata inadeguata alla situazione e in particolare le signore prediligevano il vino o lo spumante, dato che la birra sembrava loro troppo amara. Inoltre, a causa della sua composizione e dell’effetto benefico degli ingredienti, la birra era considerata piuttosto una “medicina”, “rimedio per tutti i mali”. Con il crescente affermarsi della cultura della birra in Germania e l’emanazione della „legge tedesca sulla genuinità della birra“ (Reinheitsgebot) nel 1516, la birra divenne una bevanda nobile che attraeva sempre più persone a causa della sua buona digeribilità. Prima nelle feste a corte e poi nella vita quotidiana si iniziò a mescolare il nobile vino con la nobile birra, allo scopo di mantenersi sani e vitali. I ristoratori abili negli affari erano soliti tessere le lodi di questa bevanda fresca e Negli anni ‘50 del XX secolo questo mix, composto da parti uguali di spumante secco e birra (solitamente Pils), divenne una bevanda culto. Nei migliori ristoranti e bar l’uomo di mondo ordinava un “Herren-Gedeck” (“coperto dei signori”), apprezzato anche dalle signore, che tuttavia sceglievano uno spumante semisecco o dolce. Non si ponevano limiti alla creatività del rapporto di miscela. Ognuno si miscelava la bevanda secondo i propri desideri.
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